dijous, 11 d’abril de 2013

La (lenta) burocrazia francese

E' una cosa sicura, quando vai ad abitare all'estero capisci fino a che punto gli stereotipi tengono o non tengono. In questo blog ho parlato tanto degli italiani. Mo' è il turno dei francesi.

In genere (al meno nel sud d'Europa) si ha l'immagine dei francesi come un popolo organizzato ed efficiente. Ma adesso che ci abito, che volete che vi dica? A me non sembrano tanto diversi da noi (catalani, italiani, spagnoli) e la loro burocrazia è di una lentezza incredibile! Volete credere che dopo due mesi che lavoro in Francia non ho ancora il numero dell'Assicurazione Sociale? In Spagna sarebbe illegale lavorare senza essere iscritto all'Assicurazione Sociale, eppure io lavoro per lo stato francese!

Poi non è che non gli abbiamo inviato dei documenti tempo fa: la coppia del contratto di lavoro, il mio numero di conto (per che cosa non lo so) e la coppia del passaporto. E solo la settimana scorsa abbiamo ricevuto risposta, una lettera dove ci comunicavano che gli serviva la partita di nascita (va a sapere per che cosa, visto che nel passaporto c'è scritta chiaramente data e luogo di nascita) e l'ultimo foglio paga (ancora più allucinante, poiché avevano già la coppia del contratto e tutti i mesi si prendono una contribuzione della mia busta paga). Mo' vediamo quando arriva...

E questo è un esempio. L'altra assurdità c'è stata quando ho voluto aprire un conto in banca. Già per aprire il conto mi hanno chiesto un documento d'identità, un documento attestante l'indirizzo (il contratto di affitto, una bolletta) e il contratto di lavoro. Che mi chiedano il documento di identità è normale. Anche se non ci sono abituato, posso capire che mi chiedano il contratto di lavoro per assicurarsi che sono solvente. Però! Si direbbe che vado da loro per prendere dei soldi invece di darglieli in custodia... E finalmente, sembra anche ragionevole che vogliano avere una attestazione dell'indirizzo. Ma è questa la cosa che mi ha dato più problemi.

Sono dovuto passare da tre banche fino a che ne ho trovata una che accettasse il mio contratto di affitto come attestazione del mio indirizzo. Va bene che è un contratto di affitto di una stanza mobiliata per sei mesi, però quello c'è. Poi mi dicevano "ci andrebbe anche bene una bolletta del gas, dell'acqua..." Ma le spese sono incluse nell'affitto. Come cavolo dovevo fare io? L'impiegata della Banque Postale mi ha dato la soluzione (sottovoce): "Mi dispiace. La consiglio di provare da un'altra banca."

In compenso, devo dire che i francesi (i parigini sono una razza tutt'altro diversa) sono di una gentilezza estrema. Cosa che almeno da un po' di sollievo alle sofferenze burocratiche.

dissabte, 2 de març de 2013

Se ti abbraccio non aver paura

"Se ti abbraccio non aver paura". E' che ti voglio bene... E' un modo per dimostrarti la mia stima, che ci tengo a te.

Nel avvicinarsi dei due corpi, si ravvicinano pure i pensieri, i sentimenti... Ci fondiamo in un solo ente, cumpatiamo, sentiamo allo stesso tempo la tristezza tua, la tenerezza che mi crei, il sollievo... Entriamo in uno stato di pace assoluta, di non pensiero, di sentire solo l'un l'altro.

Se ti abbraccio, non aver paura. Io sono te; tu sei me. Noi, due, siamo/sono uno.